martedì 22 novembre 2011

Random

Buio. Note melancoliche, mai sentite ma familiari. Uno stato d'animo che mi ha accompagnata per anni, e dal quale ogni tanto è quasi confortante farsi riprendere. Lacrime spezzate. Sogni infranti. Il mio mondo in pezzi, mille e mille volte. Ha un che di liquido e poetico, poter ritornare a quella parte di me sapendo che c'è anche questa. Quella innamorata, che sta per sposare un ragazzo di cui guarda le foto nel cellulare la sera prima di dormire, come un'adolescente alla prima cotta.

Non sono mai stata brava a dare un senso o un titolo ai post. Mi piace scrivere random, senza interrompere il flusso dei pensieri o dargli una direzione.

"Io intanto scrivo, poi vediamo che direzione prende"
"Veramente dovresti prima darti uno schema, è così che si dovrebbe fare di solito"

Oh beh, e chi l'ha detto poi? A me è sempre piaciuto sparare parole a caso, persa nel flusso inarrestabile dei pensieri. Sono sempre stata così, incapace di contenere quello che affiora sulla punta della lingua. E quando sono costretta a tacere, è come se il peso delle parole non dette potesse farmi esplodere.

Zitta zitta, che è ora di crescere ed essere responsabile.

(chissà se ce la farò mai...)

giovedì 27 ottobre 2011

In bianco (di vino e vestiti)

Che poi certe sere escono così. Un bicchierino di prosecco, qualche canestrello. E i vestiti. Organza, raso, seta di ogni genere. Rami di fiori, punti luce. Forse sono solo le bollicine che parlano. Però mi piace farmi trasportare dalle bollicine. Mi rendono loquace. Stasera non so come va, ma le dita vanno da sole. Uscirà una schifezza. Chissà.

Non so nemmeno io cosa voglio scrivere. Mi mancano le parole. Non scrivo mai. Non mi piace. Vorrei avere fiumi di parole, come direbbe qualcuno. So solo che in un buchetto di scantinato, con le mani che mi urtavano il soffitto mentre mi cambiavo, mi sono sentita bella. Per un attimo non ho pensato alla mia faccia che non mi soddisfa mai. Ho accarezzato un ricamo, sollevato una gonna. Sono salita su una nuvola, e scendere mi è dispiaciuto. Cosa sono questi jeans? Non li voglio, sono nata per indossare tutto questo bianco. Tutta questa luce. Nient'altro. Non voglio nient'altro.

Sarà lui? Chissà. Voglio togliermi ogni dubbio, ma poi... Poi tornerò in quello scantinato, a guardarmi nello specchio sul soffitto, e a pensare che sì, sto bene da ogni angolazione, e tutti gli altri per quanto belli sono niente.

Quando il cuore ti indica la strada da percorrere, tutto il resto è niente.

lunedì 26 settembre 2011

Datemi un lavoro. Subito.

Trovarsi alle tre di notte a guardare Joey Potter nell'eterna scelta tra Peacy e Dawson NON è sano.

Guardare un'altra puntata del polpettone melodrammatico che ha accompagnato la mia adolescenza la sera dopo, recuperandola da una cartella che si chiama "cose di Vale", è ancora più folle.

Manco al call center m'hanno voluta. "Ma come, stanno prendendo cani e porci!!". Ah - ah. Questo sì che mi consola, grazie tante.

Sono un essere socialmente inutile, come ha detto il mio incoraggiante futuro marito.

Mi fa troppo schifo studiare ancora e lavorare con ridicoli contrattini a termine da due soldi.

Datemi un lavoro, e la possibilità di comprare una Guess subito, senza sentirmi in colpa se costa cinque euro in più rispetto a quanto avevo preventivato.

Autocompatimento mode on. Che palle.

lunedì 19 settembre 2011

L'estate sta finendo (e un anno se ne va)

L'estate sta finendo, e un anno se ne va, cantavano i Righeira. Ho sempre odiato questa canzone perché l'estate è la mia stagione preferita, e soprattutto perché il seguito della canzone, sto diventando grande, lo sai che non mi va, rimandava inequivocabilmente al mio compleanno, che per me ha sempre segnato la fine della stagione tanto amata. Quest'anno le future sposine come me hanno sognato questi giorni con crescente entusiasmo, pronte a tuffarsi nel vivo dei preparativi del lieto evento. Io no. Io ho fatto il bagno al mare fino a ieri trascinata per i piedi fuori dall'acqua dal mio futuro marito, facendo i capricci manco avessi cinque anni, ricordando i bei tempi delle labbra viola e delle mazzate prese da mia madre perché ero sempre l'ultima a uscire.

"Alessaaaaaaaaaaandraaaaaaaaaaa esci, ce ne stiamo andando!"
(labbra viola, denti tremens e dita raggrinzite) "Ancora cinque minuti, sto per uscire!"

Nel mio linguaggio bimbesco, sto per uscire significava "vatti a fare un giro, ci vediamo tra una mezz'oretta", ma mia madre non l'ha mai capito e le manate a cinque dita sulla chiappa non me le ha mai risparmiate. C'est la vie.

Comunque, la sostanza è che l'estate sta finendo per davvero, e non ne ho proprio voglia. Non ho voglia di mettermi a organizzare il matrimonio, non ho voglia di studiare, non ho voglia di lavorare, detto in semplici parole, non ho voglia di fare un cazzo.

Voglio solo restarmene cristallizzata in una giornata con il sole alto nel cielo azzurro, trentacinque gradi e il mare modello tavola da surf, su una spiaggia sulla quale soffia una lieve brezza, con un pacco di tarallini e un bikini dai colori sgargianti.

martedì 6 settembre 2011

Tutto intorno a te

Al resto del mondo, a meno che non ti chiami William o Kate, del tuo matrimonio e dei matrimoni altrui in generale non frega un tubo, ed è giusto così.

E invece per le spose ruota tutto intorno al matrimonio, ma non al matrimonio in generale. Esclusivamente intorno al proprio.

Così l'amica che decide di sposarsi dopo di te ma prenota prima diventa improvvisamente una stronza, anche se la conosci da anni e avete condiviso tutto. Se osa anche solo provarsi un abito che a te è piaciuto guardandolo su un catalogo, inizi a dubitare della sua amicizia. Se poi si azzarda addirittura a scegliere le tue stesse partecipazioni/segnaposto/location/cazzilli vari prima di te la gente dirà che l'hai copiata, quando tu invece volevi tanto l'esclusiva, quindi è da radiare immediatamente dalla lista delle amicizie.

Se divento così anch'io, che qualcuno mi spari.

giovedì 18 agosto 2011

Cinica VS romantica

Il punto è che io sotto sotto sono una romantica di quelle inguaribili, con gli occhi a cuore e tutto il resto.
Sono una Bunny che quando guarda il suo Marzio ha pressappoco questa faccia:


Sono una ragazzina di quindici anni nel corpo di una donna (?) di ventotto.
E non sono sicura di volere che questa cosa cambi, cheseigrandeedevicrescere mi sta proprio stretto.

Il bello dell'esser grandi sono le cose che prima non potevi fare. Non potevi guidare da sola ascoltando la musica, con il vento che ti scompiglia i ciuffi di capelli sfuggiti al becco a forma di delfino che ti ha regalato lui, mentre passi Agosto a lavorare per mettere da parte i soldi per il viaggio di nozze nell'unico posto dove hai sempre voluto farlo, che manco a dirlo è il Giappone dei cartoni animati della tua infanzia (ma anche della tua adolescenza e della "maturità", ehm...).

E quando sento Jovanotti ripetere che "abbiamo fatto tutto, e tutto c'è da fare, che siamo ancora in piedi in mezzo a questa strada", lo stesso Lorenzo che ho sentito cantare abbracciata a lui appena una settimana fa (ok, l'ho detto, sono stata al concerto di Jovanotti, e m'è pure piaciuto), non posso evitare in alcun modo che una lacrima scivoli sul mio viso, che dopo quest'estate mezza disastrata, l'ultima estate ognunoacasasua della nostra vita, siamo davvero ancora in piedi.

E boh, che forse il cinismo è sempre stato la mia difesa naturale, la mia coperta di Linus, ma questa dimensione pucciosa che mi fa stringere il mio ragazzo ogni volta come se fosse la prima, che mi fa innamorare di lui ogni giorno, è quello che ho sempre voluto dalla vita.

venerdì 12 agosto 2011

La legge di Murphy

Dopo esserti sorbita ore ed ore di tutorial di trucco su youtube per imparare a uscire di casa in maniera quantomeno presentabile, l'unica volta che uscirai di corsa, senza trucco, con i primi vestiti trovati alla rinfusa nell'armadio e i capelli alla pazza, senza il tuo figo futuro marito, incontrerai il ragazzo per cui sbavavi a 15 anni (nascondendoti dietro agli occhialoni da sole per non farti riconoscere), che non ti ha mai filata, in compagnia dello stesso amico stronzo che ti pigliava per il culo.

Quando finalmente, dopo otto anni, ti deciderai ad andare a un concerto (non posso dire di chi altrimenti perdo il rispetto di Alice), gli unici due ragazzi sopra il metro e novanta saranno in piedi davanti a te, uno accanto all'altro, abbracciati, e si metteranno anche in punta di piedi, saltando di tanto in tanto, giusto per non farcene mancare nessuna.

Quando credevi che il tuo ragazzo avesse un problemino di salute, scoprirai che i problemini sono almeno tre, e che uno naturalmente ce l'hai anche tu. Se qualcosa può andar male, lo farà. Garantito.

Quando sei in macchina di corsa perché le tue simpatiche nuove colleghe ti hanno cambiato i turni di lavoro senza avvisare e la responsabile ti ha chiamata per chiarire l'equivoco, ti troverai sicuramente davanti, nell'ordine:

a) il vecchietto con l'ape;
b) la vecchietta con la cinquecento;
c) l'unico autoarticolato sulla faccia della terra che rispetta i limiti di velocità imposti agli autoarticolati.

Voglio delle ferie dalle ferie.